Van der Rohe a Barcellona

Eccomi qui, ad aggiornare il mio blog, dopo mesi di silenzio. Ma come ho avuto già modo di dire, i tempi della fotografia analogica non vanno molto d’accordo con i nuovi media. A settembre ho avuto la fortuna di trascorrere due giorni a Barcellona. E’ stata una piacevole scoperta, una città meravigliosa che accanto alle architetture folli di Gaudi, ha altri capolavori dell’archiettura del ‘900 al suo interno. Tra questi mi ha colpito, direi sconvolto il padiglione tedesco per l’Esposizione Internazionale di Barcellona del 1928-29, progettato da Ludwig Mies van der Rohe. Ci sono arrivato alle ore 18, quando la luce già bassa metteva in risalto la pulizia assoluta della costruzione. Insomma, non volevo più venir via! Ne ho parlato con un giovane architetto, Pietro Colonna, con cui ho condiviso un corso di fotografia all’interno del festival “La luna e i Calanchi” ad Aliano (MT), di cui vi racconterò un’altra volta. Queste le sue parole: “Condivido la tua estasi all’interno di quello spazio..davanti a Mies si rimane impotenti..è uno dei miei riferimenti più forti.
La struttura dichiarata dai pilastrini cruciformi che sorreggono il piano di copertura superiore libera le pareti interne dall’ingrato compito del tamponamento e permette la rilettura dei muri come piani nello spazio favorendo una permeabilità ed un’interazione tra interno-esterno che non ha pari. Un Maestro incredibile. L’unico che ha saputo davvero rileggere gli stilemi dell’architettura antica con la tecnologia del XXI secolo.
Mi chiedo con quale coraggio lo demolirono negli anni 30…menomale che poi ce l’hanno restituito”. E per chi volesse approffondire, consiglio la lettura degli scritti di van der Rohe.copertina 04

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