Estate (13)

Paese mio che stai sulla collina
disteso come un vecchio addormentato
la noia l’abbandono
niente son la tua malattia
paese mio ti lascio e vado via
che sarà che sarà che sarà
che sarà della mia vita chi lo sa
so far tutto o forse niente
da domani si vedrà
e sarà sarà quel che sarà

amore mio ti bacio sulla bocca
che fu la fonte del mio primo amore
ti do l’appuntamento
come e quando non lo so
ma so soltanto che ritornerò
che sarà che sarà che sarà
che sarà della mia vita chi lo sa
con me porto la chitarra
e se la notte piangerò
una nenia di paese suonerò
Gli amici miei son quasi tutti via
e gli altri partiranno dopo me
peccato perché stavo bene in loro compagnia
ma tutto passa tutto se ne va
che sarà che sarà che sarà
che sarà della mia vita chi lo sa
so far tutto o forse niente
da domani si vedrà
e sarà sarà quel che sarà
che sarà che sarà che sarà

I ricchi e poveri “Paese mio”.

estate 13 2020Chiedo all’amico Giorgio, appassionato storico, ma chi era l’avvocato Gustavo Gavotti? Malvicino (AL).

Estate (12)

Estate
Sei calda come i baci che ho perduto
Sei piena di un amore che ho passato
Che il cuore mio vorrebbe cancellare
Odio l’estate
Il sole che ogni giorno ci scaldava
Che splendidi tramonti dipingeva
Adesso brucia solo con furore
Tornerà un altro inverno
Cadranno mille pètali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un’altra estate tornerà
Odio l’estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L’ estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore
Odio l’estate, Odio l’estate
Tornerà un altro inverno
Cadranno mille pètali di rose
La neve coprirà tutte le cose
E forse un’altra estate tornerà
Odio l’estate
Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
L’ estate che ha creato il nostro amore
Per farmi poi morire di dolore
Odio l’estate, Odio l’estate
Estate
Bruno Martino “Estate”.
estate 12 2020

Estate (11)

L’acqua che passa fra il fango di certi canali
Tra ratti sapienti, pneumatici e ruggine e vetri
Chissà se è la stessa lucente di sole o fanali
Che guarda oleosa passare rinchiusa in tre metri.
Si può stare ore a cercare se c’è in qualche fosso
Quell’acqua bevuta di sete o che lava te stesso
O se c’è nel suo correre un segno di un suo filo rosso
Che leghi un qualcosa a qualcosa, un pensiero a un riflesso.
Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente
Di gente e me o di quest’aria bassa.
Ottusa e indifferente cammina e corre via
Lascia una scia e non gliene frega niente.
E cade su me che la prendo e la sento filtrare
Leggera, infeltrisce i vestiti, intristisce i giardini
Portandomi odore d’ozono, giocando a danzare
Proietta ricordi sfiniti di vecchi bambini.
Colpendo implacabile il tetto di lunghi vagoni
Destando annoiato interesse negli occhi di un gatto
Coprendo col proprio scrosciare lo spacco dei tuoni
Che restano appesi un momento nel cielo distratto.
E l’acqua passa e gira e il colore poi stinge
Cos’è che mi respinge e che m’attira?
Acqua come sudore, acqua fetida e chiara
Amara, senza gusto né colore.
Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente
Di gente e me o di quest’aria bassa.
Ottusa e indifferente cammina e corre via
Lascia una scia e non gliene frega niente.
E mormora, urla, sussurra, ti parla, ti schianta
Evapora in nuvole cupe rigonfie di nero
E cade, rimbalza e si muta in persona od in pianta
Diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero.
Ma a volte vorresti mangiarla, sentirtici dentro
Un sasso che l’apre affonda, sparisce e non sente
Vorresti scavarla, afferarla, lo senti che è il centro
Di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente.
Acque del mondo intorno, di pozzanghere e pianto
Di me che canto al limite del giorno
Tra il buio e la paura del tempo e del destino
Freddo assassino della notte scura.
Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente
Di gente e me o di quest’aria bassa.
Ottusa e indifferente cammina e corre via
Lascia una scia e non gliene frega niente.
Francesco Guccini “Acque” dall’album “Parnassius Guccini”, 1994.
estate 11 2020Al calar del sole sul fiume Bormida, presso Strevi (AL).

Estate (10)

Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore
Mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore…

Francesco Guccini “Canzone dei dodici mesi”.

estate 10 2020 01Castello di Prunetto (CN).

estate 10 2020 02Tra Mombarcaro e Feisoglio (CN).