Autunno (2)

Un’oca che guazza nel fango
Un cane che abbaia a comando
La pioggia che cade e non cade
Le nebbie striscianti che svelano e velano stradeProfilo degli alberi secchi
Spezzarsi scrosciante di stecchi
Sul monte, ogni tanto, gli spari
E cadono urlando di morte gli animali ignariL’autunno ti fa sonnolento
La luce del giorno è un momento
Che irrompe e veloce è svanita
Metafora lucida di quello che è la nostra vitaL’autunno che sfuma i contorni
Consuma in un giorno più giorni
Ti sembra sia un gioco indolente
Ma rapido brucia giornate che appaiono lenteOdori di fumo e foschia
Fanghiglia di periferia
Distese di foglia marcita
Che cade in silenzio lasciando per sempre la vitaRinchiudersi in casa a aspettare
Qualcuno o qualcosa da fare
Qualcosa che mai si farà
Qualcuno…

Francesco Guccini “Autunno”.

Ernestina e sua sorella, con sullo sfondo il monte Rosa.

Autunno (1)

Fermi a un passaggio a livello
Mi hai parlato di te
In un modo che io non conoscevo,
Piano mi hai sfiorato una mano
Sussurrando parole dimenticate.

Ma in un baleno
è schizzato via il treno
Abbiam smesso di guardarci
Poi mi hai chiesto se era un merci.

Torna a parlarmi di te
A parlare del cuore,
Delle cose dimenticate.
No: mi hai guardato ridendo
Sei rimasta lì muta
Muta come ti ho conosciuta.

Luigi Tenco “Passaggio livello”

Musica (1)

Ci dicevano, insistevano, di studiare
Che da grandi ci sarebbe stato utile sapere
Le cose che a scuola andavamo a imparare
Che un giorno avremmo dovuto anche lavorare.

E c’? chi? stato promosso, c’? chi? stato bocciato,
Chi non ha retto la commedia ed? uscito dal gioco
Ma quelli che han studiato e si son laureati
Dopo tanti anni adesso sono disoccupati.

Infatti mi ricordo mi sembrava un po’ strano
Passare quelle ore a studiare latino
Perch? allena la mente a metter tutto in prospettiva
Ma io adesso non so calcolare l’iva.

Io volevo sapere la vera storia della gente
Come si fa a vivere e cosa serve veramente
Perch? l’unica cosa che la scuola dovrebbe fare:
? Insegnare a imparare

Io per mia fortuna me ne son sempre fregato
Non facevo i compiti, non ho quasi mai studiato.
Ascoltavo dischi, mi tenevo informato.
Cercavo di capire ed adesso me la so cavare.

Perci? va pure a scuola per non far scoppiar casino,
Studia matematica ma comprati un violino, impara a lavorare il legno,
Ad aggiustar ci? che si rompe, che non si sa mai nella vita
Un talento serve sempre.

Eugenio Finardi “Scuola”, 1977.

Estate (17 fine)

L’estate sta finendo e un anno se ne va
Sto diventando grande lo sai che non mi va
In spaggia di ombrelloni non ce ne sono più
È il solito rituale, ma ora manchi tuLa, languidi bri, brividi
Come il ghiaccio bruciano quando sto con te
Ba, ba, ba, baciami siamo due satelliti in orbita sul marÈ tempo che i gabbiani arrivino in città
L’estate sta finendo, lo sai che non mi va
Io sono ancora solo, non è una novità
Tu hai già chi ti consola, a me chi penseràLa, languidi bri, brividi
Come il ghiaccio bruciano quando sto con te
Ba, ba, ba, baciami siamo due satelliti in orbita sul mar

I Righeira, 1985.